moncour - Questa sei, donna!

moncour

• May. 30, 2008 - Questa sei, donna!

Questo sei, donna!

 

Questo sei, donna. Sei l'alba, sei il tramonto, sei la notte e ancora l'alba all'infinito. Sei l'essenza che genera e indica ogni forma d'esistenza. Sei la riflessione, la ricerca, la delusione, il desiderio e la speranza che qualcosa avvenga. Sei il dolore quale forma di espiazione.

Quando dinnanzi a noi uomini sosti, sei l'iperbole senza fine, e diventi un nostro limite per una vita che si medita e il rifiuto di un contatto che capisci essere vero, che ti ha colpita nell'essenza della tua interiorità.  

 

    Tu, donna, t'appresti sempre a un... cosa, chi, quando e perché e le risposte sembrano non arrivare mai. Tornano ancora e sempre le domande che vi fatte e le risposte che ci diamo cercando di annientare chi si capisce avere trovato la strada che porta alla ricerca dei vari perché.

 

    Tu, donna, sei l'immagine di quella che si dovrebbe ascoltare nel silenzio e non nelle esternazioni verbali. Sei la fragilità, la forza, il tutto possibile. Inizio, passaggio e meta; tempi di vita irrinunciabili perché ascrivibili all’immenso dono che, attraversandoci, ci gratifica d’ogni ingiustificato lamento. Non arrenderti per aspettative mancate,  per le violenze che la tua carne subisce venendo svilita per l’attitudine di troppi uomini mercenari di sazietà solo da consumare.

 

    Alza gli occhi ed osserva le stagioni che s’ergono a depositarie della tua salvezza, e a queste volgi il tuo sguardo, il tuo sentire, le tue preghiere: quelle che non dovresti mai recitate per implorare che nessuno e per nessuna ragione, imbratti la purezza assimilabile solo alla condivisione. C’è sempre un orizzonte e questo, sia sempre da te raggiungibile perché oltre il quale possano palesarsi bianche lenzuola per riconsegnarti dignità e purezza.

 

    Dal e nel tue ventre si compiano godimenti d’amore a che nessuno debba aprire gli occhi a questo mondo, per atti di vile abuso: quello che potrebbe determinare una, tante vite innocenti partorite ma accolte dall’indifferenza del (questo) mondo. E allora, che siano alba e tramonto nel silente ma fragoroso vivere, purché questo contempli felicità desiderate. Assottiglia gli spazi, donna, nei quali e da sola possa discernere per ogni spazio della tua esistenza.

 

Vincenzo Atzeni

 

 

 

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